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Sebastien Tellier

concerti

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www.myspace.com/sebastientellier
www.facebook.com/sebastientellierofficial

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    E’ un carisma assolutamente bizzarro, ma non per questo meno efficace, quello che accompagna Sébastien Tellier: uno dei cantautori più indefinibili e controversi in circolazione, con la sua capacità assolutamente unica di combinare diversi modi e mondi espressivi con un piglio che riesce ad essere – questa la sua magia – tanto apparentemente svagato quanto sensuale, tanto kitsch quanto in realtà raffinatissimo.

    L’esordio va fatto risalire agli albori del nuovo millennio, sotto l’ala protettrice degli Air, che lo vogliono fortemente come act di supporto nel tour che accompagna l’uscita di “10.000 Hz”: la sua presenza scenica stralunata ma anche e soprattutto la sorprendente qualità e freschezza delle tracce tratte dall’album di debutto “L’incroyable Vérité” (2001) lo trasformano immediatamente in un personaggio di culto.

    Un cantautorato decadente e raffinato il suo, sempre sul confine tra autoironia e disperato romanticismo; un cantautorato che negli anni e negli album successivi (“Politics”, 2004; “Sexuality”, 2008, prodotto da Guy-Manuel de Homem-Christo dei Daft Punk; l’ultimo e bellissimo “My God Is Blue”, 2012) si affina sempre più abbandonando progressivamente la componente quasi cabarettistica per curare, per quanto a modo suo, eleganze e raffinatezze negli arrangiamenti e nella scrittura.

    Dimensioni cosmiche anni ’70 e rifrazioni dance legate alla disco ma anche a certa house da French Touch, incroci strani fra atmosfere da colonna sonora di B-movie da un lato e la più colta della chanson française dall’altro, il tutto a mescolarsi con la sua figura quasi iconica, da rockstar decadente (e decaduta), che tale forse lo è davvero o forse non lo è per nulla: sia come sia, un incontro con Tellier – nella sua dimensione live ancora più che su disco – è sempre una vera e propria avventura piena di sorprese e di derive inaspettate, di (retro)fascinazioni e fuochi d’artificio.