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Nosaj Thing

concerti

23 marzo 2018
ROMA
MANIFESTO @ MONK
24 marzo 2018
TORINO
SPAZIO 211

www.facebook.com/nosajthing

  • Emozione versus tecnologia. Anima versus macchina. Bellezza versus dissonanza. Nostalgia versus il qui & ora. La musica di Nosaj Thing, alias Jason Chung, ha sempre avuto una complessità particolare, è sempre stata un labirinto di daulità. Una ricchezza di riferimenti, di emozioni e di stati emotivi rara davvero, soprattutto se si guarda a quello che è il suo ceppo musicale d’origine, l’hip hop, di solito molto “concreto”. Lui però ha sempre voluto guardare avanti, fare un passo in
    più – anzi, spesso è più giusto parlare di un “passo a lato”: un passo cioè verso un mondo fatto di emozioni, di sorprese, di poesia, di grazia, non solo di forza ritmica e funk (che peraltro non mancano di sicuro). Una crescita continua, scandita da quattro album (“Drift”, 2009; “Home”, 2013; “Fated”, 2015; “Parallels”, 2017) e da collaborazioni importanti (giusto qualche esempio: una della prime hit di Kendrick Lamar, “Cloud 10”, musicalmente è farina del suo sacco, così come “Paranoia” di Chance The Rapper o il classico di Kid Cudi “Man On The Moon”).

    Non ha mai voluto seguire la strada più semplice, Nosaj Thing. Non ha mai cercato il successo sicuro, non ha mai cercato scorciatoie facili, non ha mai cercato scelte più funzionali più alla propria carriera piuttosto che alla propria libertà artistica. Questo gli ha permesso di dare vita ad una musica libera, dove le architetture di matrice hip hop si adagiano su panorami cinematici non convenzionali o mutano in geometrie più marcatamente da dancefloor; soprattutto, questo gli ha permesso di diventare in modo molto naturale un artista di culto assoluto a livello planetario, uno dei beatmaker più apprezzati trasversalmente (da notare ad esempio il forte legame artistico con Kazu Makino dei Blonde Redhead). Libertà musicale totale, la sua. Con un grande rispetto delle radici dell’hip hop, ma con una sensibilità e una apertura mentale fuori dal comune.

    Uno di quegli artisti davvero difficili da incontrare, e di cui – se si ama davvero la musica e non solo il circo dello show biz – è facilissimo (per non dire inevitabile) innamorarsi.