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DNA concerti e eventi

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DIIV

concerti

29 agosto 2020
TORINO
TODAYS FESTIVAL

Evento Facebook: TOdays Festival 2020

Biglietto singola giornata con accesso a mainstage sPAZIO211: 30 eu + d.p. Biglietto singola giornata con accesso a mainstage INCET: 15 eu + dp Abbonamento singola giornata con accesso a sPAZIO211 e INCET: 40 eu + d.p.Abbonamento 3 giorni (28, 29, 30 agosto con accesso a tutti i concerti): 100 eu + d.p.

Informazioni e prevendite biglietti singoli ed abbonamenti: Ticketone – www.ticketone.it

LA BAND NU-SHOEGAZE AMERICANA ANNUNCIA LA PARTECIPAZIONE AL TODAYS FESTIVAL DI TORINO

La rinascita avviene solo quando tutto è distrutto in mille pezzi. 

E i DIIV Zachary Cole Smith (voce solista e chitarra), Andrew Bailey (chitarra), Colin Caulfield (basso e voce) e Ben Newman (batteria) – lo sanno fin troppo bene. Il loro terzo disco, intitolato “Deceiver”, è stato pubblicato su Captured Tracks lo scorso 4 ottobre e nasce proprio per esprimere il sentimento di purificazione e di resurrezione personale che segue tre anni di pausa della band, durante i quali il cantante e fondatore Zachary Cole Smith ha affrontato i suoi problemi di tossicodipendenza.

L’ex-chitarrista degli psichedelici Soft Black e batterista dei Beach Fossils Zachary Cole Smith non ha mai nascosto i suoi problemi con la droga, presenza costante e opprimente che si è sempre riversata anche nel suo percorso artistico, incombendo inevitabilmente anche su quello delle sue band. La dipendenza è stata causa di attriti, scissioni, cambi di formazione e improvvise cancellazioni di tour, tra cui per ultimo il tour europeo del 2017, interrotto proprio per la decisione di Zachary di sottoporsi a un necessario percorso di rehab. Alla fine del 2018, dopo un lungo periodo, non privo di ricadute, la band è finalmente pronta a tornare: partono in tour come supporto ai Deafheaven e nel frattempo si dedicano alla scrittura e all’incisione dei nuovi brani, alcuni dei quali (“Skin Game”, “Taker” e “Blankenship”) verranno pubblicati nell’estate del 2019 anticipando l’uscita di “Deceiver” a ottobre. L’album riceve solo critiche positive, sia all’estero che nel nostro paese, e, se già i DIIV si erano guadagnati uno spazio di tutto rispetto nel panorama rock alternativo mondiale con i due album precedenti (“Oshin” e “Is The Is Are”), questo album li eleva definitivamente a band fondamentale dei nostri tempi.

Conosco i ciascuno dei membri della band da più di dieci anni e suoniamo insieme come DIIV da più di cinque anni” afferma Zachary “in ‘Deceiver’ io parlo di come lavorare sulle relazioni della mia vita, come ripararle e come assumermi le responsabilità di quelle volte in cui ho fallito. Mi sono dovuto riavvicinare alla band. Più che ricominciare da zero, è stato come un nuovo inizio. Ci è voluto del tempo – esattamente come è avvenuto con tutti gli altri nella mia vita – ma siamo cresciuti insieme e in questo percorso abbiamo imparato a comunicare tra noi e a collaborare.

 

BIOGRAFIA

I DIIV nascono nel 2011 come band di supporto per il progetto solista di Zachary Cole Smith, già batterista dei Beach Fossils ed ex-chitarrista dei Soft Black. Smith risente profondamente delle influenze di band come i My Bloody Valentine, i Nirvana e i Sonic Youth, suonando quello che viene definito un nu-shoegaze con ispirazioni che vanno dal krautrock al post punk, dove il suono è allo stesso tempo scuro ma etereo, sognante in senso malinconico, doloroso e tormentato. 

La band, la cui prima formazione comprendeva il chitarrista Andrew Bailey, il bassista Devin Ruben Perez e l’ex-batterista degli Smith Westerns Colby Hewitt, inizialmente avrebbe dovuto chiamarsi Dive, ma fu costretta a cambiare nome per un’omonimia con una band industrial belga di inizio anni 90. I primi due singoli “Sometime” e “Human” vengono pubblicati nell’ottobre 2011, subito dopo la firma del contratto con la Captured Tracks, etichetta che accompagnerà la band dal primo album “Oshin” del 2012 fino all’ultimo “Deceiver” del 2019. Dopo la pubblicazione dell’album la band parte in tour, con l’aggiunta di Colin Caulfield come nuovo chitarrista e tastierista. Un anno dopo, nel 2013, iniziano una serie di problemi dovuti all’abuso di sostanze da parte di Zachary, che viene arrestato per possesso di droga poco prima di esibirsi a un concerto a Hudson, New York. A gennaio 2014 il musicista inizia un percorso di riabilitazione, durante il quale continuerà a scrivere tantissima musica componendo circa 150 brani, compreso il materiale per il nuovo album che verrà registrato a Brooklyn nel marzo di quello stesso anno. Hewitt lascia la band all’inizio delle registrazioni e viene sostituito da Ben Newman, che registrerà tutte le parti di batteria di “Is The Is Are”, un ambizioso doppio LP di 17 tracce, che subito dopo la sua pubblicazione entra nella 200 Albums Chart di Billboard. Dopo soltanto un anno la band è di nuovo costretta a fermarsi e ad annullare il tour europeo del 2017 per i continui problemi di droga di Zachary, che attraverso un post sul profilo Instagram della band fa sapere al pubblico che è seriamente intenzionato a curarsi in un centro di riabilitazione. A questa scelta seguirà la rottura con Devin Ruben Perez, accusato dallo stesso Zachary di aver espresso opinioni razziste, sessiste e antisemite in un vecchio post. Il suo posto sarà preso da Colin Caulfield, già membro della band dal 2012. Zachary Cole Smith entra ed esce dai centri di riabilitazione fino al 2018, anno della sua rinascita personale, in cui la band seguirà i Deafheaven in tour come gruppo d’apertura. Il processo di scrittura di Zachary è prolifico come sempre e la band è pronta a entrare in studio a marzo 2019 insieme al produttore Sonny Di Pierri (M83, Nine Inch Nails, My Bloody Valentine) per registrare “Deceiver”, il loro terzo album, pubblicato il 4 ottobre su Captured Tracks e anticipato dai singoli “Skin Game”, “Taker” e “Blankenship”. L’album è una profonda discesa nell’inferno personale di Zachary Cole Smith, che ci trascina nell’abisso delle sue dipendenze indicando quanto brilla la luce del sole quando dopo aver rischiato di affogare si riesce a tornare a galla.