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DNA concerti e eventi

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Algiers

concerti

26 febbraio 2020
ROMA
MONK

Evento Facebook: Algiers live at MONK // Roma

20:00 | Apertura Porte
22:00 | Inizio Live

BIGLIETTI
• Early Bird € 10 + d.p. → http://bit.ly/Algiers-live-Monk2020
• Prevendita Regolare € 13 + d.p. → link in arrivo
Biglietti disponibili al Botteghino

27 febbraio 2020
MILANO
CIRCOLO OHIBO' - ANNULLATO

CONCERTO ANNULLATO

Evento FB: Algiers in concerto all’Ohibo’

More Info: www.associazioneohibo.it

www.facebook.com/Algierstheband
algierstheband.com

  • Dopo aver pubblicato l’acclamato brano “Can The Sub_Bass Speak?” gli Algiers torneranno nel 2020 con il terzo album, There Is No Year, in uscita il 17 gennaio su Matador Records. l quartetto di Atlanta ha pubblicato il video di “Dispossession”, primo singolo estratto dal nuovo album, lo scorso 29 ottobre trasmettendolo in anteprima da John Richards nel suo programma ‘The Morning Show’ su KEXP.

    Sotto la direzione dei produttori Randall Dunn (Sunn O))), Earth) e Ben Greenberg (Zs, Uniform), There Is No Year è caratterizzato da un R&B post-punk che guarda al future con il cuore intrappolato ad Atlanta, dove iniziarono. Si passa dai paesaggi industrial di Scott Walker del periodo 4AD o il periodo berlinese di Iggy & Bowie, a qualcosa che potrebbe essere il figlio sintetico di Marvin Gaye e Fever Ray.

    L’album è stato registrato nel corso dell’ultimo anno a New York dagli amici di infanzia Franklin James Fisher, Ryan Mahan e Lee Tesche, originari di Atlanta, e dal batterista Matt Tong, ed è stato prodotto da Randall Dunn e Ben Greenberg.

    Chi conosce gli ideali di questo autentico quartetto troverà che la direzione presa in There Is No Year sia qualcosa di nuovo e senza precedenti. Arrivato dopo due anni di tour non-stop in tutto il mondo a supporto dell’acclamato secondo album The Underside Of Power  – in cui gli Algiers hanno suonato anche in Europa centrale e dell’Est, negli stati baltici e i balcani dove si sono costruiti un seguito molto forte; hanno aperto i concerti dei Depeche Mode suonando in stadi dalla capienza di 75.000 persone come l’ Olympiastadion di Berlino; e hanno  partecipato al Glastonbury 2019. There Is No Year  fortifica il suono soul carico di doom che li ha caratterizzati sin dall’inizio, espandendosi inoltre verso nuovi territori, gli stessi che il chitarrista Lee Tesche descrive come “un’era differente.”

    Il brano “Dispossession” cattura il lato più espansivo e orientato al future degli Algiers e vede come ospite alla voce Mourning [A] BLKstar di Cleveland. Il video è stato girato nella comunità di Noisy-le-Grand nei sobborghi a est di Parigi, tra monumenti architettonici moderni come Le Palacio d’Abraxas e Les Arènes de Picasso, e include scene prese dalla visita della band ad Algeri durante le rivolte nel marzo 2019.“Lo spettro dell’espropriazione tormenta tutti noi,” afferma il pluristrumentista Ryan Mahan. “Ovunque l’imperialismo reprime le storie macabre del nostro passato, presente e futuro. I testi di Franklin in ‘Dispossession’ e nel nostro nuovo album ‘There Is No Year’, come un romanzo neo-Southern Gothic con un sottofondo di anti-oppressione, testimoniano questo orrore moderno e raccontano i vari modi in cui tutti noi – vivendo e desiderando – sopportiamo e resistiamo a suoi continui attacchi.”

    Il 5 dicembre è uscito il secondo singolo intitolato “Void” che anticipa il nuovo album.

    Gli Algiers sono nati a Londra nel 2012 grazie a Fisher, Mahan e Tesche, tre amici di Atlanta che suonavano insieme sin dall’infanzia. La band ha poi ingaggiato il batterista Matt Tong (ex Bloc Party) e ha firmato con la Matador nel 2014. Da allora hanno suonato in tutto il mondo e hanno pubblicato due acclamati album, il debutto omonimo del 2015  e il secondo disco del 2017 intitolato The Underside of Power.

    Da febbraio gli Algiers partiranno per il loro tour in supporto a There Is No Year e passeranno dall’Italia per due imperdibili date: 26 febbraio al Monk di Roma e il 27 febbraio al Circolo Ohibò di Milano.

    Divisi fra Londra, Atlanta e New York, gli Algiers si rifiutano di aspettare la Rivoluzione seduti comodamente. Proprio per questa attitudine e per aver vissuto in prima persona l’inarrestabile avanzata di violenza razzista, gli Algiers hanno iniziato a fare musica: per far uscire un ruggito positivo contro questi tempi oscuri. Soul, industrial e cascate di synth, innestate su apocalittici groove e gospel.