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Wooden Shjips

concerti

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www.woodenshjips.com

  • West segna il primo vero album registrato in studio, con l’aiuto di un produttore (Phil Manley). Tutti i lavori precedenti erano stati infatti registrati dalla band in maniera più primitiva nella loro sala prove. Questo nuovo lavoro è stato registrato e mixato in 6 giorni presso i Lucky Cat Studio di San Francisco e masterizzato a New York. Il tema centrale di West, come si evince dal titolo, è il West americano con tutta la mitologia, il romanticismo e l’idealismo che comporta.

    Parte del mito del west risiede nella possibilità di reinventarsi, di rinascere, di avere una seconda opportunità e questo tema è anche il tema centrale dell’album.
    La musica della band è una costante esplorazione, summa di diverse influenze e tensioni. Un’avventura e un viaggio imprevedibile, letterale e metaforico, verso la vastità. Le voci quasi fantasma vengono oscurate dalle chitarre e dagli altri strumenti, rendendole misteriose e enigmatiche. Miscelando la pschedelia fine ‘60 e primi ’70, con lo space rock di Spacemen 3, e il suono elettrico di Neil Young, i Wooden Shijps creano un suono moderno e originale che li distingue nettamente dalle altre band in circolazione e dalle mode passeggere.

    Il debutto omonimo del 2006 ed i singoli che lo precedettero (ma anche quelli che ne seguirono, di cui uno ricercatissimo – e fuori catalogo – per Sub Pop) fecero gridare al miracolo gli appassionati dei suoni seventies e della psichedelia. Nel 2009 è stata poi la volta di Dos,  secondo capitolo di questo pellegrinaggio della mente, in cui il quartetto si è spinto ancora oltre le volte psichedeliche del debutto confermando le alte aspettative di pubblico e critica e polverizzando il formato canzone  in una performance esteticamente impeccabile, legata sì ad un immaginario antico, ma capace di guardare con turbolenta speranza ai viaggi di domani.

    Il suono dei Wooden Shijps fonde in una miscela originale e riuscitissima il garage gelido dei primi Echo and the Bunnymen con il punk solare di Scientist, allusioni krautrock con l’organo ossessivo alla Suicide, echi di Velvet Underground con l’oscuro e misterioso rock lisergico giapponese di band come Les Rallizes.

    Un mix visionario è il risultato sonoro di questi quattro corrieri cosmici californiani, capaci di trasportarvi nei luoghi più reconditi della mente e nei panorami sonori più inediti e dirompenti.