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Van Dyke Parks

concerti

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vandykeparks.com

  •  Nella sua lunga carriera Parks ha lavorato con artisti come Delaney Bramlett, The Byrds, Loudon Wainwright, Harry Nilsson, Silverchair, Ry Cooder, Joanna Newsom, Inara George, Keith Moon e Ringo Starr.




    Dopo aver studiato clarinetto ed aver contemporaneamente lavorato come attore a Hollywood, il giovane artista decide di dedicarsi interamente alla musica. Cantautore, compositore di colonne sonore, session-man per gli studi di registrazione (suona il piano su Eight Miles High dei Byrds), Van Dyke divenne presto un produttore di successo. Nel 1967 infatti produsse due hit di bubblegum, e ottenne così la credibilità che aveva sempre cercato. A questo periodo risalgono le collaborazioni con Brian Wilson per SMILE, e quelle con Tim Buckley, Ry Cooder, Frank Zappa e tanti altri. Parks conquista così una meritata fama come arrangiatore orchestrale, capace di stravolgere il significato di “orchestra” in un modo che non va considerato meno rivoluzionario della psichedelia di quegli anni.

    

Van Dyke non diede alle stampa molti album ma ogni suo lavoro è stato un evento musicale sorprendente e controcorrente.
    Nel 1968 pubblica il suo primo album, Song Cycle (Warner, 1968), frutto di quattro lunghi anni di lavoro e dimostrazione perfetta delle sue rivoluzionarie idee in fatto di arrangiamento. Qui forse per la prima volta la canzone di musica leggera acquisiva la statura di un pezzo di musica da camera. Il “ciclo” di vignette impressionistiche sulla vita quotidiana di Los Angeles impiega un catalogo impressionante di trivia sonori: orchestre, distorsioni vocali, atonalità, fanfare da banda marciante, rumori, cori, marcette da music-hall, effetti psichedelici, fantasie melodiche da colonna sonora. Parks rivisita l’intera storia della canzone per comporre un affresco apocalittico della moderna civiltà. Song Cycle vede la partecipazione di ben 78 musicisti! Questo album e la sua attività di produttore e arrangiatore l’avevano oramai reso famoso e per qualche anno fu troppo impegnato per dedicarsi alla sua musica.
    Soltanto nel 1972 uscì il suo secondo album intitolato Discover America in cui Van Dyke rimise tutto in discussione. Il disco era uno scherzo clamoroso: un omaggio al calypso. In realtà dietro lo stile si nasconde un altro esercizio di impressionismo populista, una riproduzione fotostatica degli anni ’30. Ad aumentare le somiglianze con Frank Zappa, le canzoni sono satire esilaranti dell’Establishment. 3 Anni dopo è la volta di The Clang Of The Yankee Reaper (Warner, 1975) che proponeva però un “pop” molto piu` convenzionale (e molte cover). Dopo questa pubblicazione il compositore rimase in silenzio per un decennio.
    Nel 1984 esce Jump (Warner, 1984), basato su novelle del folklore sudista, e rivive il suo genio capace di spaziare dal musical a Frank Zappa, dal ragtime ai cartoon di Walt Disney, dalla musica da circo all’operetta viennese sino alle bande marcianti. Nel 1989 esce  Tokyo Rose, un concept album sulla storia delle relazioni USA-Giappone dal 1800 agli anni ottanta. Nel 1995 Van Dyke stupisce tutti tornando a collaborare con Brian Wilson per la realizzazione di Orange Crate Art, tributo alla California dei primi del ‘900, per cui scrive quasi tutti i brani, poi cantati da Wilson. Nel 1998 è la volta di Moonlighting: Live at the Ash Grove.

    Dopo più di 10 anni senza pubblicazioni ufficiali soliste, ma in cui il geniale compositore lavora come arrangiatore e produttore per moltissimi artisti tra cui Inara George, Joanna Newsom, Ringo Starr, Rufus Wainwright, Van Dyke decide di dare alle stampa una serie di 7 pollici la cui grafica è affidata ognuno ad un’importante artista americano.