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DNA concerti e eventi

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Tycho

concerti

27 ottobre 2017
BOLOGNA
ESTRAGON

Info e prevendite: www.locomotivclub.it

28 ottobre 2017
TORINO
MOVEMENT

Info e prevendite: www.movement.it

www.tychomusic.com
www.facebook.com/tychomusic
www.ghostly.com/artists/tycho


  • Un piccolo miracolo di grazia e raffinatezza: 2012, l’album “Dive” del californiano Tycho, Scott Hansen all’anagrafe, arriva quasi dal nulla e conquista le attenzioni di mezza scena elettronica mondiale – soprattutto quella più attenta a ciò che è forza espressiva, capacità di disegnare atmosfere aeree, di lavorare sulle dinamiche. Per la Ghostly, la label di Matthew Dear, un’altra perla preziosa entre nel roster (dopo Gold Panda, Dabrye, Lusine, Com Truise, Christopher Willits…). Da lì in poi, per Hansen è una continua ascesa. Leggera, gentile, non urlata – come nel suo stile. Ma fortissima. Spettacolare.

    Tra l’altro la musica targata Tycho, pur immersa pienamente nella civiltà del digitale e della musica generata da software, ha come caratteristica una fortissima componente cinematica: e non a caso. Negli anni infatti Hansen ha sviluppato parallelamente all’attività di musicista anche quella di designer (sotto la sigla ISO50), combinando spesso e volentieri le due arti, grafica e musica, e caratterizzandole entrambe con una visione estetica molto particolare: brillanti colori primari che vengono “lavorati” immergendoli in malinconie nebbiose, delicate, eteree. Il tutto con un tocco “caldo”, umano, analogico.

    Non è solo questione di lavorare su toni e registri, comunque. Nella musica di Tycho, già nei primissimi esordi semi-clandestini datati 2004 con “Sunrise Projector” (poi rieditato due anni più tardi, aggiungendo ulteriori tracce, col nome “Past Is Prologue”) ma ancora di più col meraviglioso trittico composto dal già citato “Dive”, da “Awake” (2014) e da “Epoch” (2016), è possibile cogliere in filigrana non solo l’amore per i caposaldi dell’elettronica intelligente come i Boards Of Canada ma anche la passione, nata già nell’adolescenza, per il prog rock, quello di impronta più onirica e visionaria: “Le mia canzoni sono artigianato del futuro, un artigianato però che ha più da spartire col nostro passato che col nostro presente”. Paradossi illuminanti, sospensioni e vertigini spazio-temporali di pura classe, per uno dei live più raffinati ed immaginifici in circolazione oggi.