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Two Gallants

concerti

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www.twogallants.com
www.facebook.com/twogallants

  • Far West rurale e urbano. Folk e punk. Murder ballads e “lyrical ballads”. Influenzati tanto dai sermoni laici di Johnny Cash che dal grunge di Seattle, i Two Gallants sono uno dei gruppi più singolari e promettenti della scena alternativa americana. Canzoni ambientate nel passato che affrontano i lati più oscuri e controversi del “sogno americano”. Le storie degli hobo seduti intorno al fuoco che riecheggiano nella rabbia dell’hardcore fino ai “blocchi” di periferia

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    Quattro paia di speroni nudi che scalpitano sul parquet di una biblioteca alternativa a Frisco.
    Two Gallants, i due galanti. “Dubliners”, James Joyce. Rurale ed urbano. Cowboy e intellettuali. I racconti degli hobo seduti intorno al fuoco sui loro cuscini di pietra e le imprese dei punk nei blocchi di periferia; tormente di serotonina post-grunge che scompaginano antiche brossure country-folk; indie-rock che largisce piombo rovente ai vecchi fucili arrugginiti del Sud secessionista. 
La loro musica è figlia tanto di Johnny Cash e dei suoi sermoni laici sulle gesta di ladroni e fuorilegge, che delle nevrosi elettroacustiche di Neil Young, del cow-punk ribellistico e puberale dei primi Meat Puppets o dei Violent Femmes, così come dei diseredati di Seattle, specie nelle melodie contorte e nasali o nell’aspra sensazione di un cantato feroce, disperato, tutto di gola.

    Parte di quell’ondata country rock insieme a band come Langhorne Slim , King Of Leon, Sons And Daughters, i Two Gallants si distinguono per i testi, che affrontano alcuni passaggi cruciali della storia americana (schiavitù, proibizionismo, depressione), evidenziandone i lati oscuri e le contraddizioni sociali (povertà, razzismo, violenza) grazie a una spiccata sensibilità letteraria che coniuga i cantastorie del Delta con i musici-intellettuali del Village. Canzoni ambientate nel passato che narrano di personaggi antiquati e folcloristici, luoghi scomparsi, dettagli immaginari, anacronismi idiomatici che pure suonano drammaticamente attuali a ogni recessione, a ogni Patriot Act, nella lotta giornaliera per affrancarsi dalla povertà e dai sussidi e affermare la propria dignità.

    Entrambi nati a San Francisco, Adam Stephens (chitarra, basso, armonica e voce) e Tyson Vogel (batteria, percussioni, cori) si conoscono da quando avevano cinque anni e suonano insieme dall’età di dodici. Più attratti dal beach-punk della baia e dai traditional dell’entroterra che dall’humus psichedelico o dai retaggi dell’acid-rock autoctono, formano i Two Gallants nel 2002 e per due anni suonano un po’ dove capita riuscendo comunque a farsi notare dalla Alive Records (quella dei coniugi Shaw e di John Sinclair, ex-White Panther e agitatore degli MC5 ) con la quale debuttano nel 2004 con The Throes.

    Dopo un tour che li porta per la prima volta anche in Europa, nel 2005 i Two Gallants firmano con la Saddle Creek e realizzano What The Toll Tell, un disco formalmente più complesso (a tratti il folk-core sembra virare in uno stilizzato esercizio di prog semiacustico) che tuttavia non perde un’oncia dell’energia e dell’immediatezza racchiusa nell’esordio. Anzi, se possibile, l’impatto dei brani è ancora più violento, le melodie più strozzate e insinuanti, la carcassa ritmica spolpata fino al midollo. Sicuramente uno degli album più belli dell’anno. Nel 2007 è la volta dell’omonimo Two Gallants e nel 2010 Tyson Vogel fa uscire un suo album, a nome Devotionals all’insegna di un vivido fingerpicking analogico.