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Mercury Rev

concerti

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www.mercuryrev.com
www.myspace.com/mercuryrevmusic

  • I Mercury Rev hanno iniziato a registrare ciò che sarebbe divenuto Deserter’s Song durante il 1997 presso i Tarbox Recording Studio di Dave Fridmann. L’album è stato pubblicato nel 1998 e immediatamente acclamato in tutto il mondo. In questo influente lavoro, i Mercury Rev hanno reinventato il loro suono con magniloquenti orchestrazioni e testi profondamente poetici e onirici. Questo stile avrebbe segnato la rinascita della band, attiva già da molti anni, permettendole ulteriori sperimentazioni e ricerche sonore. Nell’anno di uscita Deserter’s Song è stato scelto come album dell’anno da MOJO, NME e moltissime altre testate musicali internazionali.
    I brani Goddess on a Hiway, Holes, e Opus 40 sono oramai dei classici e rappresentano delle pietre miliari per chiunque ami la musica indipendente americana.
    I Mercury suoneranno il loro capolavoro anche a Londra il 21 maggio all’ATP Festival nella sezione Don’t Look Back, la stessa che ha visto i Sonic Youth cimentarsi con Daydream Nation, i Teenage Fanclub con Bandwagonesque e gli Stooges con Fun House.

    SHORT BIO

    I Mercury Rev nascono a Buffalo, New York, alla fine degli anni ’80; sono stati e sono tuttora uno dei gruppi di punta del rock americano degli ultimi 20 anni.
    La band, formata da Jonathan Donahue (voce/chitarra acustica), Grasshopper (chitarre, clarinetto, tettix), Jeff Mercel (batteria, piano, tastiere), ha sorpreso ed illuminato gli ascoltatori di tutto il mondo per quasi due decenni grazie ad una costante ed originalissima esplorazione musicale.
    Il merito principale dei Mercury è certamente quello di avere aggiornato il concetto di psichedelia, ampliandone le configurazioni oniriche e sviluppandone ogni potenziale direzione.
    Nel corso degli anni sono divenui una dei gruppi più interessanti in circolazione proponendo un rock psichedelico che si abbevera alla fonte dei maestri Velvet Underground e Pink Floyd, ma che si dilata opportunamente per abbracciare elementi di alternative rock contemporaneo e per suggestionare l’ascoltatore con oniriche visioni cosmiche.
    Nel loro spericolato e poliedrico percorso i Mercury Rev hanno collezionato album di fondamentale importanza per la storia del rock contemporaneo, a cominciare dallo strepitoso Yerself Is Steam, del 1991, osannato dalla critica di tutto il mondo, passando per Boces del 1993, in cui il delirio psichedelico lascia spazio a una tensione verso raffinate armonie decisamente più pop. Nel 1998 con l’attuale formazione i Mercury Rev realizzano uno degli album migliori della loro carriera Deserter’s Songs, lavoro pop perfetto caratterizzato da un’orchestrazione magniloquente, un approccio onirico e straniante capace di trascinare l’ascoltatore in una realtà e in un universo altri. Un vero capolavoro moderno che influenzerà moltissime band del periodo.

    Su questa scia esce nel 2001 All is Dream un album che conferma il trend inaugurato dalla band di Buffalo con Deserter’s Songs smussando le ruvidità degli esordi in favore di un pop sempre più raffinato, solenne e onirico. Dopo The Secret Migration del 2005 arriva Snowflake Midnight uscito nel 2008 per V2/Cooperative, sicuramente l’album migliore dei Mercury Rev dai tempi di Deserter’s song, in cui le atmosfere oniriche riprendono vigore e freschezza e tramite la scoperta di ritmi elettronici danno vita a brani di un’originalità e una qualità rare.
    L’impostazione di questo ultimo lavoro è quella di un dream-pop psichedelico, potente ed epico, in cui il dinamismo si sostituisce alla staticità e alla meditazione tipiche dei lavori precedenti.