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Lower Dens

concerti

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www.lowerdens.com

  • Un assaggio del nuovo stile è riscontrabile nel singolo ‘Brains’ di cui è possibile vedere il video qui lowerdens.com . Centrato sulla cantante Jana e realizzato da Tristan Patterson questo brano rivela i temi centrali di Nootropics: una sorta di minimalismo monumentale, in cui i suoni che potrebbero sembrare a mala pena percettibili a un primo ascolto si rivelano invece centrali e fondamentali nell’architettura dell’album. 
I Lower Dens oggi sono Jana, Geoff Graham, Will Adams, Nate Nelson e Carter Tanton.

 Nootropics è stato registrato presso il Key Club Recording di Benton Harbor in Michigan con l’aiuto del produttore Drew Brown, già collaboratore di Radiohead, Beck e Blonde Redhead ed è stato poi concluso a Baltimora. 

Nel 2010 I lower dens avevano pubblicato l’acclamato esordio Twin-Hand Movement ottenendo l’unanime consenso della critica specializzata.

    I Lower Dens nascono nel 2009, quando Jana Hunter decide di mettere su una band a tempo pieno. I lower passano il resto dell’anno scrivendo l’album Twin-Hand Movement registrato da Chris Freeland (ex-Oxes drummer; proprietor of Beat Babies, Baltimore ) missato da Chris Coady (at his DNA, NYC) e masterizzato da Sarah Register (of the Lodge, NYC and the band Talk Normal.)

    Questo progetto segna quindi il ritorno di Jana Hunter. La protetta di Devendra Banhart  e della sua etichetta, la Gnomonsong, non è scomparsa, come sembrava.
 La sua ultima comunicazione dal suo antro texano, in cui ha composto i suoi dischi solisti di stregonerie freak-folk, era datata 2007: da quel momento si è spostata in quel di Baltimora e ha messo insieme una band, che ora la accompagna in fascinose, ombrose digressioni.

    Pur nell’appeal immutato della sua voce ruvida, che suggerisce qui un sabba urbano di movenze e rituali sfuggenti, indecifrabili, il cambio di riferimenti appare chiaro fin dalle prime battute – i primi Cure  o gli Echo & The Bunnymen  riappariranno per tutto il disco. Spettri dark-wave volteggiano così, spaesati, nell’atmosfera rarefatta del presente. 
(Grazie a Ondarock.it)