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Guano Padano

concerti

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  • Alessandro “Asso” Stefana: chitarra elettrica, banjo, steel guitar
    Danilo Gallo: basso, organo
    Zeno De Rossi: batteria, fischio, campionamenti

     

    
«Se mai è esistita una colonna sonora alla ricerca del proprio corrispondente nel mondo della pellicola, questo album dei Guano Padano si troverebbe sicuramente in buona compagnia insieme a opere di Fellini, Leone, Jarmusch e Sofia Coppola».

    Non servirebbe molto più delle parole di Joey Burns dei Calexico, riferite al primo album della band, per descrivere al meglio il mondo attorno al quale ruota la band di Danilo Gallo (basso), Alessandro “Asso” Stefana (chitarra) e Zeno De Rossi (batteria), questi ultimi in forza anche alla band di Vinicio Capossela.
    L’immaginario è ricchissimo di sfumature, proprio come il tramonto di uno di quei film western che i tre tanto amano e che da subito ha fornito lo spunto principale attorno a cui legarsi: ci sono le atmosfere morriconiane dei film di Sergio Leone, ma pure delle decine di pellicole minori che hanno segnato un’irripetibile stagione cinematografica italiana. E poi il rock del deserto, il country, il folk, il jazz trasversale, il blues ovviamente e persino influenze surf.
    Il primo omonimo album, uscito prima per l’americana Important Records (ottobre 2009) e in seguito in Italia per Tremoloa (aprile 2010), è uno splendido esempio della classe dei Guano Padano, accompagnati per l’occasione da una serie di ospiti da capogiro: Alessandro Alessandroni (il fischiatore delle indimenticabili colonne sonore morriconiane), Gary Lucas (chitarrista di Jeff Buckley e Captain Beefheart), Chris Speed (al clarinetto, collaboratore di John Zorn etc.) e Bobby Solo, chiamato ad interpretare un vecchio brano di Hank Williams, Ramblin’ Man, con tocco da maestro. 
Dopo una lunga serie di riconoscimenti da parte della stampa anche internazionale e un prezioso 45 giri – Tremoloa in collaborazione con Bronson – in cui i Nostri hanno riletto due classici del western come “Ehi, amico… c’è Sabata, hai chiuso!” e “I giorni dell’ira”, i Guano Padano stanno per fare il loro vero e proprio comeback discografico con “2”, semplicissimo titolo dietro cui si cela un altro grande lavoro. 
Tra Americana, echi di Medio e di Estremo Oriente, di treni merci notturni che attraversano Nashville e profumi di cucina cajun e abruzzese, “2” è un disco incredibilmente ricco, quasi un album fotografico da sfogliare con passione in attesa di nuove e mai scontate epifanie. Attorno al trio, si sono raccolti di nuovo nomi di primissimo livello come quelli, tra gli altri, di Marc Ribot (John Zorn, Tom Waits etc.), ancora Chris Speed, il poliedrico Mike Patton (che ha incluso proprio Stefana nel suo progetto Mondo Cane), Paolo Botti (alla viola), Vincenzo Vasi (al theremin) e Paul Niehaus dei Lambchop.

    Insomma, la diligenza dei Guano Padano e’ in arrivo, trasportando, ancora una volta, merce rara e preziosa…