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DNA concerti e eventi

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Four Tet

concerti

16 giugno 2016
FERRARA
FERRARA SOTTO LE STELLE - Piazza Castello e Cortile del Castello

Early Bird dal 21 aprile alle 11:00 al 22 aprile alle 11:00: 30 euro+d.p.
Da venerdì 22 alle 11:00: 35 euro+d.p.
Alla porta: 40 euro

Prevendite su:

www.ticketone.it – call center 892 101
www.vivaticket.it – call center 892.234
www.ticket24ore.it – call center 02 54 271

www.fourtet.net

  • Una rivoluzione gentile: per certi versi si potrebbe riassumere così la parabola di Four Tet (all’anagrafe, Kieran Hebden). Pochi altri artisti hanno infatti lasciato un segno così potente nell’ultimo decennio: anni in cui la bedroom music (ovvero musica che è possibile fare nella propria camera con l’ausilio del proprio laptop e nient’altro: un’attitudine, più ancora che uno stile) è diventata regola diffusa, trovando in Four Tet il più geniale degli innovatori e quello che ha raggiunto i più alti risultati artistici, facendola diventare grande davvero.

    Dopo un primo album uscito nel 1999 (“Dialogue”) già interessante ma ancora acerbo, è nel 2001 con “Pause” che Kieran si mette al centro dell’attenzione: la sua capacità di mescolare schegge di hip hop, jazz, folk, indie rock, lavorando col proprio laptop come se fosse un’arma dalle infinite possibilità, è a dir poco sorprendente. Una musica in cui pop e sperimentazione estrema convivono in equilibri affascinanti ed imprevedibili.

    Gli album successivi (“Rounds” nel 2003, “Everything Ecstatic” nel 2005, “Ringer” nel 2008) trovano unanimi riscontri di critica e pubblico. Hebden di non delude mai e si rinnova ogni volta, pur mantenendo il proprio inconfondibile marchio decostruttivista. Ci sono poi nel corso degli anni svariati remix (andando da materiale di Steve Reich a quello dei Kings Of Convenience, passando per Badly Drawn Boy, The XX e The Notwist) e una fortunata collaborazione con un maestro della batteria jazz, Steve Reid, che ha dato vita a ben tre lp in meno di due anni. Segno che la bedroom music di Four Tet ha davvero la statura per dialogare con le più alte forme sonore contemporanee.

    Per anni artista di punta della Domino (l’etichetta che ha lanciato dal nulla Franz Ferdinand ed Arctic Monkeys), adorato da Thom Yorke e dai Radiohead tutti (più volte lo hanno chiamato come remixer e come compagno di tour, considerandolo un caposcuola assoluto e una grande fonte di ispirazione), da qualche tempo a questa parte Hebden ha scelto la via della completa autonomia (è discografico di se stesso, tramite la label Text) e ha abbracciato con sempre più convinzione gli scenari e gli stilemi della club culture, senza peraltro perdere nulla in classe, ricerca sonora e preziosità di tocco – come del resto dimostrato da “Pink” (2012), il suo ultimo album da studio.