login registrati
login
login
[x]

DNA concerti e eventi

Lungotevere Flaminio, 38 – 00196 Roma
tel. +39 06 89560116
fax +39 06 83519972

informazioni: info@dnaconcerti.com
booking: info@dnaconcerti.com
press: annachiara@dnaconcerti.com

DNA on social:
facebook.com/dnaconcertieproduzioni
twitter.com/dnaconcerti

Newsletter & Promo:
Entra a far parte di Backstage Pass, la nuova community di DNA concerti, per essere sempre aggiornato sui nostri eventi, ricevere news in anteprima sui nostri artisti e godere di promozioni esclusive sui nostri eventi più importanti.
REGISTRATI QUI

[x]

Astro

concerti

24 giugno 2017
MILANO
MAGNOLIA ESTATE

Circolo Magnolia – Via Circonvallazione Idroscalo, 41, 20090 Segrate MI
Apertura porte: 19,00 – chiusura: 04:00

Biglietto in prevendita: 30 euro + d.p.
Biglietto alla porta: 35 euro

Prevendite disponibili su:
www.ticketone.it – call center 892 101
www.vivaticket.it – call center 892.234
www.ticket24ore.it – call center 02 54 271
www.bookingshow.it
www.residentadvisor.net

www.facebook.com/astrofestivalofficial

Stelle in movimento: il viaggio di Astro Festival continua, e dopo la fortunata prima edizione dell’anno scorso anche in questo 2017 – il prossimo 24 giugno – arriva ad esplorare alcuni degli angoli più luminosi della notte, delle sonorità elettroniche, della musica capace di guardare lontano, di inseguire gli spigoli più visionari ed immaginifici della contemporaneità. Una vocazione precisa. Una vocazione, appunto, in movimento.

Finalmente svelata la line up completa del festival; nomi ben calibrati, per disegnare un ritratto davvero avvincente, completo ed “aereo” di cosa possa significare la musica elettronica oggi. Senza preclusioni, senza sterili monocolori, ma con lo sguardo rivolto verso l’orizzonte più vasto. Verso le stelle.

MODERAT

Non c’è ormai bisogno di dire molto: il sodalizio tra Apparat (Sascha Ring, all’anagrafe) e i Modeselektor (Sebastian Szary e Gernot Bronsert) è, senza tanti giri di parole, uno degli act che ha dominato l’elettronica dell’ultimo decennio, cosa che continua a fare in un successo sempre più travolgente. Merito di un equilibrio perfetto tra anima e tecnologia, tra ricercatezza melodica e perfezione da producer, tra rigore berlinese e la voglia di esplorare i ritmi e le atmosfere dell’elettronica più emozionale e visionaria. Merito anche di concerti magici, arricchiti dai visuals e dallo stage design del collettivo Pfadfinderei e con i tre protagonisti sul palco che ormai hanno maturato un interplay assolutamente unico, iconico, inimitabile.

DIXON 

Semplicemente: uno dei grandi, veri fuoriclasse nel campo del deejaying elettronico. A testimoniarlo non solo e non tanto gli award come “Best Dj” raccolti negli ultimi anni in classifiche di vero prestigio come quella di Resident Advisor: a parlare per Steffen Berkhahn, alias Dixon, è la sua intera carriera, iniziata ancora nei primi anni ’90 in una Berlino, allora, molto diversa da quella di oggi. Sempre inappuntabile, sempre ad altissimi livelli, sempre piena di stile e personalità – col momento decisivo a metà anni 2000, quando andò ad opporsi al monocolore minimal, all’epoca imperante nella club culture, riportando il calore, la profondità e l’espressività armonica nei panorami techno e house grazie alla “navicella” Innervisions (da lui fondata assieme agli Âme). Uno scienziato del dancefloor. Capace di parlare al corpo, al cuore alla testa.

GOLD PANDA

Un talento rivelatosi nel 2009 con una traccia che è una piccola geniale, miniatura (“Quitter’s Raga”), un album d’esordio (“Lucky Shiner”, 2010, uscito sulla prestigiosa Ghostly) che ne ha consacrato lo spessore mettendolo subito sulla mappa della musica elettronica come uno dei producer più immaginifici ed emozionanti, altri due album (“Half Of Where You Live”, 2013; “Good Luck And Do Your Best”, 2016) che non hanno fatto che confermarne la grandezza: se Gold Panda di suo è una persona molto tranquilla e umile, il suo status è quello di uno dei musicisti più importanti della contemporaneità, almeno nel campo dell’elettronica “di confine”, quella sospesa tra dancefloor e sperimentazione. Status che conferma del vivo con dei set sognanti, trascinanti, pieni di trovate, sorprese, esplorazioni.

CLAP! CLAP!

La creatività del toscano Cristiano Crisci è qualcosa di assolutamente esplosivo. Lo è in studio, quando riesce ad esplorare il mondo attingendone i campionamenti più imprevedibili per poi plasmare tutto in una cifra sonora che va da Flying Lotus all’afro beat, dalla techno all’hip hop più destrutturato; lo è sul palco, visto che dal vivo lui è davvero uno degli act più adrenalinici ed esaltanti che si possano incontrare oggi non solo in Italia – proprio in Europa. La dimensione di Clap! Clap! è infatti da qualche anno direttamente europea: i suoi ultimi due bellissimi lavori, “Tayi Bebba” (2014) e il recente “A Thousand Skies” lo hanno consacrato definitivamente anche fuori dai nostri confini (con tanto di riconoscimenti prestigiosi ai Worldwide Awards di Gilles Peterson), e pure uno come Paul Simone – sì, esattamente lui – lo ha fortemente voluto come produttore di alcune tracce del suo ultimo lavoro. Per Astro Festival poi Clap! Clap! arriva in assetto ancora più speciale: live sì, ma accompagnato da musicisti in carne ed ossa, per dare una versione ancora più vertiginosa, creativa, imprevedibile del suo caleidoscopio sonoro.

LORY D

L’uomo è leggenda. Ma dire così, paradossalmente, è sminuirlo. Certo, i primi anni ’90, la stagione epica dei rave romani, dove Lory era il fuoriclasse assoluto; certo, l’ammirazione/adorazione di nomi “pesanti” che vanno da Aphex Twin a Jackmaster. Ma detta così pare una celebrazione del passato. Niente di più fuorviante, niente di più sbagliato: Lory D ancora oggi è un genio mefistofelico che porta techno ed electro in territori assurdi e di una bellezza stordente, qualcosa di veramente difficile da descrivere, qualcosa di incredibilmente facile a cui abbandonarsi anima e corpo: psichedelia accelerata. Irregolare, sfuggente, quello che volete voi; ma genio puro, assoluto. E le recenti release su Numbers, una delle label più prestigiose nella club culture contemporanea, non hanno fatto che dimostrarne la classe e il continuo stato di grazia.

DANIELE BALDELLI 

Un pioniere, certo (anzi, sotto molti punti di vista semplicemente “il” pioniere, almeno per quanto riguarda la figura del dj in Italia). Ma soprattutto un visionario. A relegare Daniele Baldelli nella mera categoria dei pionieri e dei precursori si perde la vera essenza del suo approccio, un approccio che ancora oggi gli permette di essere un dj per nulla prevedibile e “museo di se stesso”: è sempre stato nella sua natura fare un passo in più, stravolgere le regole, immaginare tecniche ed accostamenti mai prima concepiti. Storico resident della Baia degli Angeli, creatore del fenomeno – di culto mondiale – Cosmic, è stato un maestro nel mixare disco, funk e soul ma ancora di più è la persona che suonava il “Bolero” di Ravel sovrapponendolo ad un brano degli Africa Djola, oppure un pezzo sperimentale di Steve Reich sul quale sovrapponeva un canto Malinke della Nuova Guinea, mixando i T-Connection con Moebius e Rodelius, scoprendo nell’album “Izitso” l’unico brano ipnotico- tribale di Cat Steven, estraendo l’Africa dai Depeche Mode suonandoli a 33 giri o viceversa facendo diventare musica una voce reggae suonata a 45 giri, mixando una ventina di brani africani su uno stesso pattern di batteria elettronica, usando gli effetti elettronici di un sintetizzatore per sovrapporli a brani di Miram Makeba, Jorge Ben o Fela Kuti. Ancora oggi, Daniele Baldelli è un visionario esploratore del suono, fuori da ogni regola – oltre ad avere un’esperienza su come gestire il dancefloor che pochi possono vantare.

DUKWA 

Una nuova generazione di talenti. Producer capaci di sintonizzarsi con grande naturalezza – e notevole qualità – coi suoni dell’elettronica contemporanea legata al dancefloor, senza filtri, con una consapevolezza tecnica totale e un approccio libero, colorato, creativo. Fra questi, il toscano Marco D’Aquino alias Dukwa è senz’altro uno dei capofila in Italia. Già stretto socio di un altro talento cristallino, Herva (i due condividono anche il progetto a due Life’s Track), fin dal 2010 si è fatto notare per release ad altissima qualità (molte di queste su Bosconi, da molti anni una delle label più interessanti ed attente per quanto riguarda la musica da dancefloor più raffinata o evoluta). Release che lo hanno portato ad essere adocchiato dalla crew scozzese di Numbers (guidata da Jackmaster e Spencer, è la label che ha lanciato tra gli altri Rustie ed Hudson Mohawke). Il risultato intanto è una release, “Shattered In A Thousand Pieces” che ha avuto un ottimo riscontro. Ma questo, probabilmente, è solo l’inizio: la house “mutante” di Dukwa, infettata di bass music e di mille altre cose ancora, ha molto facilmente un grande futuro davanti a sé.

ABSTRACT

Una delle colonne – forse quella dal sapore più “jazzy”, capace di passare con naturalezza da Miles Davis e il be bop ad Underground Resistance e le mille coloriture della miglior techno – del milanese Dude Club, un luogo-culto per la club culture europea, non solo italiana. Da anni attivo sulla scena milanese (e non solo), Abstract è tra i dj resident, fondatori e direttori artistici del Dude, approdo di un lungo percorso iniziato in spazi occupati e club d’assalto, con anche l’organizzazione di alcune memorabili serate al Leoncavallo sotto la sigla Electricalz (col socio di una vita Walking Shadow).

Siamo lieti di comunicare che alcuni set saranno registrati e sarà poi possibile riascoltarli on demand su redbullradio.com.